Sull'escape room
Nel 1922 il re Vittorio Emanuele III visitò il mausoleo di Colleoni. Su sua richiesta la tomba fu aperta. Ma la bara di Bartolomeo Colleoni era vuota. È un fatto insolito, soprattutto perché il suo mausoleo è una delle cappelle più belle d’Italia. Colleoni era un capitano di ventura e uno degli uomini più ricchi del suo tempo. Il vescovo di Bergamo rimase sbalordito.
Dopo la partenza del re, i monaci ispezionarono ogni nicchia della cappella. Ma la ricerca del corpo di Colleoni proseguì per quasi quattro decenni – fino al 1969, quando un gruppo di ricercatori della Fondazione Lerici inviò tecnici con strumenti speciali. Gli strumenti indicarono un punto nel pavimento, che fu quindi aperto. Finalmente venne ritrovata la bara reale contenente il corpo ben conservato.
Tutto confermò l’identità di Bartolomeo, mancava però lo scudo. Lo scudo del generale aveva grande importanza. In ogni battaglia lo scudo mostrava l’insegna del condottiero. Dal 1969 la ricerca dello scudo è tuttora in corso.
Qualche settimana fa è apparso un documento cifrato. Indica che lo scudiero di Colleoni potrebbe aver collocato lo scudo in un altro luogo…
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